Il diabete di tipo 1

freestyle Libre, lancette, insulina, pungidito, aghetti e sensori.
Foto di Alessandra

E’ difficile parlare di diabete, soprattutto quando si tratta di diabete di tipo 1. Tutte le persone che non ce l’hanno credono di sapere già di cosa stiamo parlando; tutte quelle che invece ce l’hanno, si trovano costrette ad affrontare ogni giorno una malattia che richiede una gestione costante e un monitoraggio continuo.

Il diabete di tipo 1 è una malattia cronica autoimmune. In passato veniva chiamato anche diabete giovanile, perché nella maggior parte dei casi l’esordio avviene al di sotto dei 30 anni.

E’ una malattia autoimmune perché le cellule beta presenti nel pancreas vengono distrutte dagli auto-anticorpi prodotti dal sistema immunitario. Più semplicemente, il diabete di tipo 1 è causato dal sistema immunitario stesso, che attacca il pancreas.
Per questo il diabetico di tipo 1 non è in grado di produrre l’ormone insulina.

Il diabete di tipo 1 può avere anche una progressione più lenta, in quel caso viene definito diabete LADA (Latent Autoimmune Diabetes in Adults).

L’insulina viene prodotta dal pancreas ed è l’ormone addetto al metabolismo dei carboidrati, che sono la fonte di energia principale del nostro organismo. Senza l’insulina, il diabetico di tipo 1 non può più immagazzinare l’energia necessaria per vivere.

A oggi non è ancora chiaro quale sia il meccanismo che innesca l’esordio della malattia; sappiamo che è presente una predisposizione alle malattie autoimmuni, e sappiamo che probabilmente ci sono dei fattori ambientali scatenanti, che la scienza non è ancora riuscita a individuare.

I sintomi della comparsa del diabete di tipo 1 vengono facilmente trascurati, soprattutto nel primo periodo della loro comparsa: sete, calo di peso, poliuria ovver frequente bisogno di urinare, stanchezza, sonnolenza, dolori addominali, nausea, vomito. Un altro sintomo indicativo è il classico odore di aceto nell’alito della persona con diabete di tipo 1.

Non essendo più in grado di metabolizzare i carboidrati, i livelli di zucchero nel sangue salgono alle stelle. La glicemia alta è la causa di tutti i sintomi elencati in precedenza e può condurre a complicanze molto gravi, come la chetoacidosi diabetica (DKA).
La chetoacidosi è spesso associata all’esordio della malattia; non avendo più zuccheri semplici da metabolizzare, il corpo inizia a bruciare i grassi: il risultato di ciò è la produzione di chetoni, che si accumulano nel sangue, acidificandolo.

Se siete arrivati fino a qui, avrete sicuramente notato che il diabete di tipo 1 non ha nulla a che fare con lo stile di vita o con la quantità di zuccheri che abbiamo mangiato da piccoli. L’insorgenza del diabete di tipo 1 ad oggi è inevitabile, e non è stata ancora scoperta una cura.

Fino al 1921 la diagnosi di diabete di tipo 1 rappresentava una condanna a morte. Fu in quell’anno che Frederick Grant Banting scoprì l’insulina, estraendola per la prima volta dalle Isole di Langerhans. Due anni dopo vinse il Nobel per la Medicina, e da quel momento i diabetici di tipo 1 hanno un’aspettativa di vita decisamente maggiore.

In assenza di insulina, l’unica terapia possibile è l’iniezione della stessa. La maggior parte dei diabetici di tipo 1 utilizza delle penne preriempite e graduate, dalle quali è possibile dosare la quantità di insulina per il pasto in base al numero di carboidrati. Altri utilizzano un microinfusore, che infonde insulina tramite un catetere sottocutaneo.

Le regioni in Europa col tasso più alto di diabetici di tipo 1 sono la Sardegna e la Finlandia.

Se non avete il diabete di tipo 1, una domanda vi sorge spontanea: ma perché mia nonna prende la pastiglia, mentre i diabetici di tipo 1 devono per forza utilizzare iniezioni multiple? La risposta è molto semplice: il diabete non è tutto uguale. I diabetici di tipo 1 rappresentano circa il 10% del totale.

Il restante 90% è dato dai diabetici di tipo 2. Entrambe le tipologie sono caratterizzate da glicemie alte, ma per differenti motivi: il diabete di tipo 2 è causato dalla resistenza all’ormone insulina, dovuta a fattori genetici uniti allo stile di vita. Per questo spesso, modifiche alla dieta unite all’attività fisica possono aiutare il diabetico di tipo 2 ad affrontare al meglio il decorso della malattia, ma sono totalmente inutili nel diabetico di tipo 1 se non vengono associate all’insulina.

Insomma, il diabete di tipo 1 è tutt’altro che una malattia facile. Richiede una gestione costante, un impegno e una concentrazione fuori dal comune. Forse anche per questo, nel nostro piccolo, noi t1 ci sentiamo un po’ supereroi nella nostra malattia cronica.

8 pensieri riguardo “Il diabete di tipo 1”

  1. Un articolo che spiega in modo chiaro e semplice cos’è il diabete di tipo 1 e quanto sia diverso dal tipo 2. Dovrebbero leggerlo in tanti e si sdoganerebbero tanti preconcetti sul diabete!

    "Mi piace"

  2. Anche nel diabetico t1 comunque l’attività fisica mirata può migliorare i parametri di glucosio ematico e mimare l’azione dell’insulina andando a diminuire la quantità di ormone esogeno.

    "Mi piace"

    1. Ciao Antonio, nell’articolo mi premeva sottolineare che, nel diabetico di tipo 1, l’insulina è necessaria per via della natura stessa della malattia, al di là dei benefici indubbi dello sport. Grazie mille per il tuo commento! 🙂

      "Mi piace"

  3. Per essere il primo articolo ha centrato in pieno l’obiettivo: trattare un argomento scientificamente, con competenza e semplicità, ma soprattutto veicolare un messaggio di positività verso la vita, veramente ammirabile! Raccontarsi e condividere la propria esperienza in maniera così schietta toccando temi non sempre facili da affrontare, si può considerare un vero e proprio dono da accogliere con gratitudine. Posso dire semplicemente grazie Ale e grazie a questi ragazzi che stanno iniziando un percorso veramente importante. ❤

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...