What’s in my bag: edizione diabete di tipo 1

Durante una cena con altri diabetici qualche settimana fa, mi è capitato di scherzare sul fatto che se sei un uomo col borsello, o sei un parcheggiatore abusivo o sei un diabetico di tipo 1.

Come tutti gli scherzi, faceva ridere perché aveva un fondo di verità: non esistono diabetici di tipo 1 senza borsello. Se porti dietro una borsa è più facile, se ti piacciono i marsupi anche; se invece sei una di quelle persone che amano uscire di casa senza portare niente, potresti avere un problema in caso dovessero diagnosticarti il diabete di tipo 1.

Il mio astuccio non è un semplice astuccio: è entrato a far parte della mia vita quotidiana in modo ingombrante, imponendo la sua superficie sintetica, liscia e impermeabile nella mia esistenza; pian piano è diventato il mio oggetto fortunato, la prima cosa che cerco quando la mia mano raggiunge il fondo della borsa. Ho aspettato mesi prima di cambiarlo – ormai il celeste era il primo colore che cercavo con lo sguardo appena mi alzavo la mattina.

L’astuccio è la sintesi della nostra malattia: c’è dentro tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ma a volte non ci sembra abbastanza capiente per contenere il peso delle nostre giornate. Alti e bassi, frustrazione e obiettivi da raggiungere, trovare l’equilibrio.

Ho cercato di capire cosa fosse necessario avere sempre con me, e cosa invece potevo lasciare a casa. Le quantità sono soggettive, quindi bisogna un po’ tararsi. Me ne rendo conto ancora di più adesso, perché ho riniziato da zero da quando ho messo il microinfusore: quanta roba ho bisogno di portarmi dietro? E se finisco l’insulina? E se si blocca la cannula?

Vi racconto quindi l’anatomia dei miei astucci, e come sono cambiati insieme a me.

Astuccio MDI

Il mio primo astuccio aveva dei gatti stampati sopra. Adesso l’ho cambiato con uno più serio, ma ogni volta che lo vedo penso sempre di dover tornare alla versione precedente.

Inizialmente era sempre pieno fino all’orlo: penne di insulina, una scorta di aghetti per mesi, un glucometro e le lancette di scorta. Un giorno ho capito che tutta quella roba non mi sarebbe servita né al supermercato, né per una notte fuori, né per una pizzata con gli amici. Dopo mesi e mesi di studio e di spalle slogate per il peso della borsa, sono arrivata alla composizione del mio astuccio perfetto: ogni diabetico ha il suo, e ogni diabetico è convinto che la sua composizione sia quella perfetta e definitiva.

Prima cosa da non dimenticare mai sono le penne di insulina e gli aghetti. Io ho sempre portato le penne di rapida (una da 0,5 e una da 1 unità) ma anche le penne di basale, per il semplice fatto che quando uscivo a cena fuori dimenticavo puntualmente di farla.

Dei miei aghetti preferiti da 4mm ne prendo circa 20-30, in modo da non finirli mai e non avere troppo peso in borsa. Questa è una questione di pigrizia: c’è anche chi preferisce portarli contati, e si ricorda poi di ricaricarli ogni giorno. Io non sono tra queste persone diligenti.

Il mio glucometro ha le strisce inserite in una cassettina interna, per cui non porto nient’altro. Gli astucci dei diabetici solitamente sono ricoperti di strisce utilizzate, e per lungo tempo ho ringraziato il mio Akku Check per avermi liberato di questa incombenza. Ovviamente insieme al glucometro mai dimenticare il pungidito, a meno che non vogliate bucarvi in modi alternativi mentre siete fuori a cena e lontani da casa.

Infine, parte più ingombrante all’interno dell’astuccio: gli immancabili Glucotab, gusto arancia o lampone, nel tubetto colorato. Anche qui, ogni diabetico ha la sua formula per far fronte alle ipoglicemie: glucosio, bustine di zucchero rubate al bar, succo di frutta, caramelle gelée.

Da non dimenticare:
Penne di insulina ✔
Aghetti ✔
Glucometro e pungidito ✔
Strisce di scorta ✔
Zucchero o glucotab ✔

Astuccio microinfusore

E’ successo. Il punto fermo della mia vita, l’astuccio con sempre le stesse cose, sempre quelle, è stato sostituito. E’ successo senza che me ne rendessi veramente conto, una mattina di Gennaio, quando sono andata all’ospedale senza pensare che la sera prima avevo fatto l’ultima iniezione e probabilmente non ne avrei fatto altre per un bel periodo di tempo. Sono tornata a casa col microinfusore, ho tirato fuori l’astuccio e ho pensato: e adesso con questa roba cosa devo farci?

Non ci avevo pensato: chi porta un microinfusore deve portare un po’ di cose in più. Sai mai che il sito si occlude, che la pompa smette di funzionare o chissà che altro.

Anche in questo caso, le cose che un diabetico porta con sé sono sempre le stesse. A partire dalle immancabili salviettine con alcol, che alcuni sostituiscono con cotone e flaconcino di disinfettante. Costruire un astuccio se porti un microinfusore significa partire da cosa potrebbe andare storto. Potrebbe rompersi il sito di infusione: allora porto due chioccioline in più, in modo da non trovarmi spiazzata. Ma se cambio il sito dovrò cambiare anche la cartuccia… e così nell’astuccio butto anche una cartuccia e una siringa. E l’insulina? Prendo una penna, e visto che ci sono prendo anche due aghetti… se mai dovessi avere bisogno di farmi un’iniezione per un motivo o per l’altro.

Basta? Ovviamente no. Insieme a tutte queste cose dobbiamo aggiungere il glucometro, il pungidito, le striscette di riserva, i glucotab. Il microinfusore ha i suoi pro, ma in questo caso, l’astuccio si gonfia decisamente di più.

Da non dimenticare:
Penna o fiala di insulina ✔
Aghetti di scorta ✔
Glucometro e strisce ✔
Sito di infusione di scorta ✔
Cartuccia di scorta ✔
Salviette disinfettanti ✔
Siringa ✔
Zucchero o glucotab ✔

E in viaggio?

In viaggio l’astuccio è fondamentale, e spesso viene accompagnato da un altro astuccio più grande, l’astuccio “con le scorte”. Le proporzioni cambiano, non solo pensiamo a cosa potrebbe andare storto, ma anche a costa potrebbe andare storto più e più volte. All’inizio della mia carriera da diabetica, ho letto su internet una regola: per viaggi lunghi e lontani da casa, portare sempre tre volte tanto ciò che porto con me solitamente. Se uso una penna di insulina alla settimana, per un viaggio di sette giorni porterò tre penne.

Applico questa regola solamente se vado molto lontano: per viaggi poco lunghi, moltiplico per tre solamente l’insulina e i siti del micro. Tutto dipende da quante iniezioni di correzione fate durante una giornata.

All’astuccio aggiungo le salviette disinfettanti (a casa uso alcol e cotone), una scatola grande di glucotab e il caricabatterie per la pompa di insulina. Non lascio mai a casa il Fitbit, lo smartwatch con cui posso monitorare la glicemia. In più prendo sempre degli snack: sia zuccherati, sia low carb. In questo modo cerco di evitare le ipoglicemie, e ho comunque qualcosa da mangiare in caso mi venisse fame in aeroporto.

L’astuccio è sempre con noi nel comodino, nel fondo della borsa, nello zaino, nella valigia. Ogni nostro spostamento è accompagnato da questo compagno silenzioso. Una naturale estensione di noi stessi, lo specchio di come gestiamo la malattia.

Da mettere in valigia:
Insulina di scorta x3 ✔
Aghetti di scorta ✔
Glucometro ✔
Strisce di scorta ✔
Set di infusione di scorta x3 ✔
Cartucce di scorta x3 ✔
Siringhe ✔
Salviette disinfettanti ✔
Zucchero o glucotab ✔
Snack con zucchero ✔
Snack low carb ✔
N.b: tutte queste cose devono essere portate nel bagaglio a mano e non possono essere stivate. Il microinfusore non può passare ai raggi x, sarebbe sempre meglio richiedere un controllo manuale.

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