Il mio passaggio dalle penne al microinfusore

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Ce lo siamo sentiti chiedere almeno una volta, dal nostro diabetologo o da un amico diabetico: come mai non passi al microinfusore?

Ho sempre odiato questa domanda. La decisione di passare dalle classiche penne al micro è personale, e varia in base al nostro stile di vita e alle nostre esigenze. Durante i miei primi anni ho scelto sempre le iniezioni, per il semplice motivo che non volevo avere niente addosso per tutto il giorno.

Avevo anche fatto una promessa a me stessa però: se fossero diventate troppe, o se avessi avuto in futuro problemi a gestire la mia vita quotidiana, avrei dovuto prendere in considerazione il passaggio al microinfusore. E così è successo.

L’anno scorso ho iniziato ad avere i primi problemi con la basale. Utilizzavo Lantus e non riusciva a coprirmi neppure metà giornata; così dovevo correggere ogni giorno a metà mattina e a metà pomeriggio.
Poi, sono passata a Toujeo. Per il primo periodo sembravo aver risolto. Verso Settembre invece, sono iniziati nuovamente i problemi: verso le ore 18 la mia glicemia iniziava a salire senza alcun motivo, arrivando a picchi di 200-250mg/dl. Così da quattro iniezioni giornaliere mi ritrovavo a doverne gestire sei, sette, otto, dieci.

La situazione stava diventando insopportabile, tanto per la mia pancia che per la mia sanità mentale. Così ho iniziato a prendere in considerazione il microinfusore. Uno degli aspetti positivi infatti è la possibilità di avere la basale che cambiasse in base al momento della giornata, e a partire da questo ho iniziato a informarmi sui vari modelli.

Patch vs. catetere

Ci sono tantissimi modelli di microinfusori tra i quali si può scegliere: i più amati sono sicuramente il Minimed della Medtronic e l’Omnipod della Insulet, che rappresentano le due macrocategorie nelle quali si dividono le pompe di insulina.

La prima categoria è composta dai microinfusori con catetere, come appunto il Medtronic, il Tandem, e altri meno conosciuti come il Dana. Sono dei microinfusori che si collegano al corpo tramite un tubicino e un catetere. Si indossano agganciati ai vestiti tramite una clip. Tutti i comandi sono presenti nel corpo del microinfusore, che in alcuni casi mostra anche i dati delle glicemie.

La seconda categoria è composta dai cosiddetti microinfusori patch, come l’Omnipod e l’Akku Check Solo. Questi microinfusori sono composti da un’unica parte che si attacca al corpo tramite un cerotto, e una sorta di telecomando wireless (per l’Omnipod si chiama PDM) dal quale è possibile fare il bolo e modificare tutte le impostazioni di basale.

La scelta tra l’uno o l’altro è una preferenza strettamente personale, e dipende da tantissimi fattori: il nostro stile di vita, il nostro grado di sopportazione di un tubo che si aggancia a ogni singola maniglia, lo sport che pratichiamo. Non esiste un modo giusto o sbagliato di scegliere un microinfusore, se non quello di analizzare la nostra vita quotidiana e le nostre esigenze, per capire al meglio le caratteristiche che ci possono migliorare la vita.

Tandem T:Slim X2

Scegliere un microinfusore non è per niente semplice, come avrete già intuito. Quando sono andata dal diabetologo e gli ho chiesto il T:Slim X2, ero preparata da mesi e mesi di ricerche online, video su youtube, forum e recensioni di altri utenti.

La pompa di insulina T:Slim è composta dal corpo, dalla cartuccia da 300 unità di insulina, e dal set di infusione. Non ha tasti fisici se non uno sulla parte alta dello schermo, dunque lo schermo è touch e presenta una homepage con il grafico delle glicemie raccolte dal CGM, le opzioni e il tasto per il bolo.
E’ possibile vedere il livello di percentuale di carica della batteria e le unità residue nella cartuccia.

Specifiche tecniche:
Dimensioni: 7,95 x 5,08 x 1, 52 cm
Peso: 112 grammi con cartuccia piena (300u)
Temperatura d’uso: da 5°C a 37°C

Il set di infusione si cambia, come in tutti i microinfusori, ogni 3 giorni. Questo perché l’insulina all’interno della cartuccia di plastica si degrada, ma soprattutto perché è necessario evitare le infezioni che possono insorgere a causa dell’uso prolungato di uno stesso sito. E’ possibile impostare un promemoria allo scadere delle 72 ore.

Ogni 3 giorni: il cambio del set di infusione

La procedura è molto semplice, richiede 3 passaggi ed è guidata da diverse schermate che si susseguono una volta terminato ciascuno step. Per tutti i microinfusori con catetere è pressoché simile; quello che cambia leggermente sono i set di infusione: io utilizzo il set AutoSoft 90.

Insieme alle cartucce vengono fornite delle siringhe con le quali è possibile prelevare l’insulina dalla fiala o dalla penna. Il T:Slim X2 ha una carica minima di 120 unità. Io per sicurezza ne carico sempre 150.

Il primo step fondamentale è riempire la cartuccia in totale assenza di aria.
Dopo aver caricato la siringa con l’insulina, dobbiamo assicurarci che non ne sia rimasta alcuna all’interno del palloncino di plastica presente all’interno della cartuccia. Con il T:Slim questa operazione è complicata dal fatto che la cartuccia non è trasparente.

Con la siringa già piena, andiamo a prelevare tutta l’aria. Una volta fatto questo, toglieremo la siringa dalla cartuccia e andremo a togliere tutte le bolle residue: solo a questo punto possiamo infilare nuovamente l’ago nella cartuccia e caricarla con le nostre unità.

A questo punto i passaggi sono totalmente guidati dalle schermate presenti sul microinfusore: viene caricato il catetere e, una volta inserito, la cannula.
Ancora una volta, per essere sicuri di aver eliminato tutta l’aria, è necessario avere un piccolo accorgimento, ovvero quello di tenere il micro in posizione verticale. Essendo l’aria più leggera dell’insulina, uscirà per prima.

Video ufficiale di Tandem AutoSoft 90

Profilo basale e boli

Uno dei vantaggi principali del microinfusore è il profilo basale. A differenza dell’iniezione di insulina lenta una volta al giorno, il microinfusore mantiene l’infusione della basale costante per tutta la durata delle 24 ore.
Come sappiamo bene, la nostra giornata non è mai uguale: la mattina abbiamo una sensibilità all’insulina molto diversa rispetto alla notte. Per questo spesso durante la terapia multi-iniettiva vengono calcolati dei rapporti insulina/carboidrati diversi a seconda di colazione, pranzo o cena.

Ma questo vale anche per la basale. La mattina possiamo avere bisogno di una dose più alta o più bassa a seconda del nostro metabolismo. Il microinfusore permette di impostare diversi profili orari per venire incontro a queste esigenze: la prima cosa che farete col vostro diabetologo sarà quella di decidere un profilo basale orario e modificarlo in base all’andamento della glicemia durante la giornata.

Nel T:Slim X2 è possibile inserire sino a 6 profili diversi: questi sono utili per esempio per gli sportivi che hanno necessità diverse a seconda delle attività, ma anche per chi riscontra grosse differenze tra giornata lavorativa e weekend.

Con il microinfusore è possibile anche impostare per un breve periodo un profilo di basale temporanea (fino a 72 ore). Alzi la mano chi ha bisogno di più o meno insulina durante le mestruazioni o quando si becca un raffreddore 🙋‍♀️.
Con l’impostazione basale temp è possibile inserire una percentuale di basale ridotta o aumentata per un dato periodo di tempo. Per adesso l’ho utilizzata durante un raffreddore (dove per una giornata ho usato un profilo di basale leggermente più alta, al 120%) e durante le camminate o gli allenamenti in palestra (dove a seconda dell’attività ho impostato dei profili di basale che variavano da 70 a 80%).

Dalla homepage è possibile accedere alla schermata per il bolo. La gestione è semplicissima: vediamo a destra la nostra glicemia rilevata dal CGM, e a sinistra inseriamo in grammi i carboidrati che dobbiamo mangiare. Se non fate la conta dei carboidrati, è possibile inserire qui il tasto insulina, oppure inserire le unità in alto.

La schermata del bolo: è possibile inserire i grammi di carboidrati e verrà calcolata automaticamente la dose di insulina, più eventuali correzioni.

In caso di glicemia diversa dal target già impostato, possiamo decidere di modificare automaticamente il bolo. Una cosa che trovo molto interessante è la possibilità di vedere il calcolo per l’eventuale correzione: trovo questa funzione molto utile, perché permette di vedere esattamente le unità che andremo a somministrarci ed eventualmente modificarle.

Per gli amanti dei carboidrati complessi, è possibile fare un bolo esteso. Adoro questa funzione, e la sto utilizzando non solo per la pizza ma anche per il pane e in caso di pasto che prevede molti grassi. Possiamo impostare la percentuale di bolo che vogliamo somministrare subito, e quella che vogliamo somministrare dopo, inserendo in quante ore vogliamo estenderlo. Per la pizza ora sto utilizzando un bolo 35% – 65% esteso nelle successive 4 ore.

Dexcom G6

Il microinfusore T:Slim X2 lavora in combinazione con il Dexcom G6. Se non l’avete ancora fatto, potete leggere il nostro articolo su questo CGM, cliccando qui.

Il Dexcom G6 è un sistema di monitoraggio continuo del glucosio, con il quale è possibile monitorare l’andamento glicemico attraverso l’applicazione installata sul telefono. Con il T:Slim X2 è possibile visualizzare l’andamento glicemico anche nella homepage.

L’inserimento del Dexcom è facilissimo, e avviene tramite un applicatore che inserisce il sensore sottocutaneo; sopra questo si aggancia il trasmettitore, e direttamente dalle impostazioni presenti nel microinfusore è possibile avviarlo inserendo il codice di 4 cifre presente nell’applicatore. Subito dopo, è possibile avviarlo anche dal telefono. Dopo le due ore di warm-up, sullo schermo comparirà il grafico con l’andamento glicemico.

Dal microinfusore è possibile inoltre impostare tutti gli allarmi necessari: per glicemia alta o bassa, per la velocità di andamento e ovviamente in caso il CGM dovesse disconnettersi.

Basal-IQ e Control-IQ

Il collegamento con il Dexcom G6 permette al microinfusore di apportare modifiche qualora l’andamento glicemico dovesse scendere o salire oltre determinati parametri.

Al momento in Europa T:Slim X2 supporta la tecnologia Basal-IQ.
Basal-IQ sospende l’erogazione di insulina basale qualora nei successivi 30 minuti sia prevista una discesa al di sotto degli 80mg/dl. L’erogazione riprende non appena il CGM avrà una lettura in rialzo: grazie a questo viene evitato il cosiddetto rimbalzo, e la glicemia viene mantenuta stabile.
Questa tecnologia ovviamente sospende solo l’insulina basale: qualora dovessimo avere ancora dell’insulina a bordo (IOB), è necessario agire con l’assunzione di carboidrati per evitare l’ipoglicemia.

Il simbolo rosso a forma di rombo e la S accanto alle unità residue indicano che BASAL-IQ è al momento attivo. Nel grafico del CGM, le linee rosse verticali indicano i momenti in cui BASAL-IQ ha mandato in sospensione l’insulina basale.

In America da qualche settimana è arrivato anche l’aggiornamento alla tecnologia Control-IQ.
Control IQ è un closed-loop ibrido, ovvero una tecnologia che modifica la somministrazione di insulina basale entro determinati range glicemici. In più, a differenza di Basal-IQ, è in grado di somministrare dei boli correttivi quando l’algoritmo prevede valori superiori ai 180mg/dl, di incrementare la dose di basale quando prevede valori superiori ai 160mg/dl, di diminuire la basale quando prevede valori inferiori ai 112mg/dl e di stopparla del tutto quando prevede valori sotto i 70mg/dl.

Foto dal sito ufficiale tandem America.

Per ora, posso solo dire che Basal-IQ mi ha salvato più di una volta dalle ipo notturne; addirittura alcune notti ho dormito indisturbata, surfando tra 80-90mg/dl per otto ore consecutive.

Questi algoritmi sono stati il motivo principale per cui ho scelto il microinfusore Tandem: come la comunità DIY ha dimostrato più volte, il futuro della gestione del diabete sarà proprio in questi automatismi che ci permettono di affrontare situazioni, anche difficili, in totale tranquillità.

Questo non significa che a breve vedremo un pancreas artificiale totalmente automatico, o che non dovremmo più preoccuparci di guardare i nostri valori glicemici; significa che possiamo prendere delle decisioni più accurate, ma soprattutto che possiamo avere il tempo di agire in caso di ipoglicemie o iperglicemie che avvengono in momenti in cui siamo impegnati, o magari mentre stiamo dormendo, prima che sia troppo tardi

Magari, in futuro, arriverà anche quel momento in cui guarderemo il microinfusore solo una o due volte al giorno.

In viaggio, durante lo sport e in altre situazioni particolari

Il microinfusore può essere portato tranquillamente in viaggio, ma non può passare ai raggi x. Non può stare in valigia, e ricordiamoci che anche il body scanner è una tecnologia a raggi x: in quel caso dobbiamo richiedere un controllo manuale. In generale, ricordiamoci sempre di mostrarlo durante i controlli in aeroporto, anche quando passiamo sotto il metal detector.

Per un viaggio lungo ricordiamoci di portare sempre tanti siti di infusione, quelli che ci servono per il periodo che staremo fuori più una scorta: non possiamo predire purtroppo quando il tubicino si impiglierà nella prossima maniglia. Se avete bisogno di una lista completa di tutto ciò che bisognerebbe mettere in valigia, la trovate qui.

Durante lo sport è possibile indossare il microinfusore. Io lo tengo mentre faccio yoga e quando vado in palestra, agganciandolo al reggiseno sportivo o mettendolo all’interno di un piccolo marsupio aderente al corpo.
Se andate in piscina o fate un tuffo al mare è necessario staccarlo, e coprire il sito con una piccola mollettina che viene data in dotazione. Stessa cosa per quando fate la doccia. Il Dexcom G6 invece può essere tranquillamente tenuto; quando vado al mare per evitare i danni della salsedine, lo copro con delle patch o con un grande cerotto trasparente che compro in farmacia, di quelli post operatori per intenderci.

E’ tutto rose e fiori?

Vorrei smontare un piccolo mito che circola più o meno implicitamente nella community dei diabetici: il microinfusore non è per coloro che hanno uno scarso controllo glicemico con le penne.
Lo so, in alcune diabetologie resistono vecchi retaggi, e viene deciso se fornirlo o meno in base alla glicata o ad altri parametri. Questo ci fa pensare che solo chi ha una cattiva gestione debba ricorrere al micro.
In un mondo ideale le cose dovrebbero essere diverse, e il microinfusore essere fornito a tutti coloro che lo ritengono lo strumento ideale per gestire la loro vita quotidiana.

Il microinfusore però, non deve essere inteso come la panacea per tutti i mali. Come tutte le cose, ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi.

Primo fra tutti, da tenere in mente, è che ogni tre giorni dobbiamo avere cinque minuti per caricare la cartuccia e cambiare il sito di iniezione. Questo è fondamentale per evitare lipodistrofie e infezioni: la cannula infatti sta nello stesso punto per 72 ore, ed è meglio non prolungare ulteriormente questo tempo. Inoltre, dopo 3 giorni l’insulina all’interno della cartuccia tende a cristallizzarsi (è questo il motivo per cui le fiale nelle penne sono di vetro).

Sarebbe meglio cambiare il sito in un momento tranquillo, ma non prima di andare a dormire: meglio avere un paio d’ore davanti per vedere se il nuovo sito funziona, o se ci sono stati problemi durante il cambio.

Secondo, dobbiamo ricordarci di caricarlo. Esistono microinfusori che hanno le pile stilo, e in quel caso dobbiamo ricordarci di averne sempre un paio con noi; il T:Slim X2 invece deve essere caricato proprio come un cellulare. Sarebbe meglio farlo 10 minuti ogni giorno, mentre facciamo la doccia, per evitare brutte sorprese.

A differenza delle penne, le correzioni delle iper ci mettono un po’ di più, e questo penso sia dovuto al metodo di infusione piuttosto che iniezione.

Un’altra cosa da tenere in mente è che, proprio perché la basale è data dall’infusione costante di insulina nel tempo, col microinfusore bisogna stare particolarmente attenti alle occlusioni e ai problemi che si possono presentare sul set di infusione: infatti in pochissime ore è possibile andare in chetoacidosi.
Fortunatamente gli allarmi del Dexcom ci aiutano a gestire la situazione prima che sia troppo tardi. Per ora mi è capitato solo una volta, e dopo aver cambiato il sito che avevo accidentalmente tirato durante il sonno, tutto è tornato alla normalità.

Infine, una nota sulla clip con la quale il T:Slim X2 si aggancia ai vestiti: bisogna farci l’abitudine. Il micro non ha una clip incorporata, e bisogna utilizzare per forza la custodia data in dotazione. La clip è molto dura, e a volte su tessuti un po’ più grossi (pantaloni di jeans, giacche) bisogna fare diversi tentativi prima di agganciarla.

Per concludere

Posso solo parlare della mia esperienza personale, ma per ora non ho alcuna intenzione di tornare indietro. Subito dopo aver messo il microinfusore infatti ho fatto un piccolo viaggio a Parigi, e mi sono resa conto dell’enorme differenza rispetto ai viaggi che avevo fatto in precedenza: non avevo l’ansia di dover correggere, non avevo paura ad affrontare cibi difficili, perché sapevo che il microinfusore mi avrebbe comunque aiutata a correggere o sarebbe andato in sospensione avvisandomi ben prima di un’eventuale ipoglicemia.

Durante il giorno, è sempre con me: anche questa è qualcosa da tenere sempre a mente. Il microinfusore deve diventare il tuo alleato, il tuo migliore amico. Per me, fortunatamente, così è stato. Adesso non riesco a immaginare una giornata in cui mi devo preoccupare di andare in bagno al bar per non scoprirmi la pancia di fronte a tutti, oppure in cui devo stare sempre all’erta, in attesa della iper di metà pomeriggio o dell’ennesima correzione da fare dopo la pizza.

Penso che il miglioramento più grande sia avvenuto a livello di carico mentale: il non dover pensare alle penne, agli aghi, alla rotazione delle iniezioni, al dolore della singola iniezione, alla basale da fare sempre alla stessa ora. Per me, questa è al momento la soluzione migliore: mi permette di affrontare le giornate senza avere paura di affrontare ciò che potrebbe succedere.

Link utili:
Tandem Italia, sito ufficiale
Tandem America, sito ufficiale
Dexcom G6, sito ufficiale
All about insulin pumps, Beyond Type 1
First Impressions of Control-IQ, Diatribe
Tandem’s Control-IQ System Increases Time in Range and Lowers A1C in People with Type 1 Diabetes, Diatribe

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