Dexcom Clarity

Tutti i numeri del diabete

Vi ricordate il mio articolo sul DexcomG6? Se non ve lo ricordate, ve lo linko qui! Bene, oggi vorrei approfondire ulteriormente il discorso, e raccontarvi dove va a finire quel mare di dati che il nostro amato sensore Dexcom raccoglie continuamente: una glicemia ogni 5 minuti, per 10 giorni consecutivi, (quasi sempre) ininterrottamente!

Lungi dall’essere un trattato di statistica (non ne ho assolutamente le competenze), con questo articolo cercherò di raccontarvi cosa sia Dexcom Clarity e perché può essere uno strumento di grande utilità per cogliere tutte quelle dinamiche di medio-lungo periodo che, presi dalla quotidianità del “qui ed ora”, potrebbero sfuggirci.

Non utilizzate un sensore Dexcom ma, ad esempio, un Freestyle Libre? Beh, anche il Libre ha il suo “calderone” dei dati che può raccontarvi tante utilissime cose. Insomma, quale che sia il vostro sensore, date un’occhiata alle statistiche che esso sa tirare fuori: ne resterete stupiti!

Tornando a Dexcom Clarity, ne esistono 2 versioni: la versione desktop, alla quale si accede da questo link, e la relativa applicazione per dispositivi mobili. In entrambi i casi, la prima schermata che ci si presenta di fronte è il “cruscotto” del nostro diabete: poche e semplici informazioni che ci dicono come procede il nostro percorso.

  • Glicata stimata (per approfondimenti, puoi leggere qui il mio articolo dedicato);
  • Glicemia media;
  • Deviazione Standard (o scarto quadratico medio): indica la variabilità della glicemia rispetto alla media;
  • Rischio di ipoglicemia stimato (solo nella versione desktop);
  • Tempo nell’intervallo (il famoso e fondamentale time in range, o TIR);
  • Utilizzo del sensore (solo nella versione desktop): quanti giorni, nell’intervallo di tempo selezionato, il sensore ha raccolto dati e quante calibrazione medie giornaliere si sono rese necessarie.

Il tutto, ovviamente, calcolato sulla base dell’intervallo di tempo prescelto. Esso può andare dai 7 ai 90 giorni. Perché proprio 90 giorni? Perché è il periodo di riferimento per il calcolo della glicata. Ecco come si presenta il cruscotto di Clarity nella versione desktop:

Schermata iniziale del sito Dexcom Clarity, una volta effettuato il login

Nella versione mobile di Clarity abbiamo un’informazione in più rispetto a quella desktop: il confronto del TIR rispetto al periodo precedente. Come si può vedere dallo screenshot sottostante a sinistra, appena sotto l’istogramma a semaforo relativo al tempo nell’intervallo, c’è scritto “-3% rispetto ai 14 giorni precedenti”.
Questo significa che negli ultimi 14 giorni sono stato nella zona verde (70-140 mg/dl) per l’81% del tempo, mentre nei 14 giorni precedenti c’ero stato per l’84% del tempo.

Vi confesso che questo è il primo dato che vado a leggere la domenica, quando l’applicazione Clarity invia al mio smartphone una notifica che, una volta aperta, mi mostra il report della glicemia della settimana appena conclusa (nello screenshot al centro si può vedere la notifica che arriva allo smartphone, nello screenshot a destra la schermata che si apre digitando sopra la notifica).

L’impostazione del range ottimale della glicemia può essere scelta liberamente tra le impostazioni dell’applicazione. La mia, ad esempio, è 70-140. Consiglio, ovviamente, di andarla a definire insieme al vostro diabetologo.

Oltre alla sezione “riepilogo”, che contiene il report settimanale e la schermata di sintesi, l’applicazione Clarity ha altre 3 sezioni:

  • Report: qui, si possono visualizzare e scaricare diversi tipi di report, per intervallo temporale, proprio come nella versione desktop;
  • Obiettivi: questa sezione è presente da pochissimi giorni, e consente di ricevere una notifica nei giorni in cui si raggiunge l’obiettivo di time in range impostato, ed una notifica nei giorni con maggior permanenza nel time in range;
  • Profili: in questa sezione si possono gestire le impostazioni del proprio profilo.

La versione desktop, invece, contiene una serie di funzioni che consente di girare e rigirare i dati un po’ come ci fa più comodo. Ma non vorrei diventare noioso, per cui mi soffermo solo sulla funzione “statistiche”, e faccio l’estrazione più generale possibile: un report degli ultimi 90 giorni che fornisce valori medi divisi per giorno della settimana.

Report con valori medi per giorno della settimana di 90 giorni

Per ogni giorno della settimana degli ultimi 90 giorni, abbiamo:

  • Tempo nell’intervallo. Come si può leggere, di lunedì sono stato mediamente per l’81% del tempo nell’intervallo glicemico ottimale 70-140 ml/dl, per l’1% del tempo sotto i 54 mg/dl, per il 5% del tempo tra 55 e 69 mg/dl e per il 13% del tempo con glicemia sopra i 140 mg/dl;
  • Numero di letture totali per ogni singolo giorno, numero minimo e numero massimo di letture. Ciò significa che, ad esempio, nei lunedì dei 90 giorni considerati il mio sensore ha misurato la glicemia per un totale di 3622 volte, ma c’è stato un lunedì con appena 39 letture (probabilmente perché il sensore è terminato e non l’ho sostituito subito), ed un lunedì con ben 254 letture;
  • Media delle letture e deviazione standard, per ogni giorno della settimana;
  • Distribuzione delle glicemie nei quartili: spiego direttamente con un esempio, per evitare di complicare una cosa che in realtà è semplice. Il lunedì, il 25% delle misurazioni rientra sotto gli 89 mg/dl, il 50% delle misurazioni rientra sotto i 104 mg/dl, il 75% delle misurazioni rientra sotto i 124 mg/dl. La differenza interquartile IQR (differenza tra il terzo e primo quartile), che indica la “dispersione” dei dati, è di 37 mg/dl. L’IQR, in pratica, ci dà un’indicazione della variabilità della glicemia.
  • Deviazione standard e deviazione standard media, riferita ai quartili.

Solo guardando questo report, si potrebbero ottenere informazioni importanti e degne di approfondimento che, trasformate in decisioni ed azioni nel quotidiano, potrebbero avere un impatto decisivo nel miglioramento del TIR e, di conseguenza, della glicata.

Nel mio caso, il giorno peggiore per la mia glicemia è la domenica: il TIR si riduce al 74% del tempo (minimo settimanale), a favore dell’iperglicemia che permane per il 18% del tempo (massimo settimanale). La mia glicemia media, di domenica, è di 112 mg/dl (massimo settimanale), ed anche la differenza interquartile è maggiore rispetto agli altri giorni della settimana. Insomma, di domenica ho la glicemia mediamente più alta e sbalzi glicemici più elevati. Oh raga, è pur sempre domenica!!!

C’è anche la possibilità di visualizzare, ed estrarre, un report simile a questo, ma diviso per ora del giorno. In questo modo si possono individuare le fasce orarie in cui tendiamo ad andare in iper o ipoglicemia ed agire di conseguenza.

So cosa state pensando: “io conosco la mia glicemia. Me la porto dietro ogni giorno, cosa me ne faccio di tutti questi report?” A tal proposito, mi sento di fare 2 considerazioni.

La prima considerazione è che non ci sono solo diabetici di tipo 1, non ci sono solo diabetici nativi digitali, non ci sono solo diabetici emancipati. Avere questi dati a disposizione può non essere utile per il paziente perché magari non li sa leggere, o non sa proprio come accedervi. Ma può essere utilissimo al suo diabetologo, che potrà finalmente avere un quadro completo della situazione di chi ha in cura, soprattutto per i casi più impegnativi.

E’ questo il motivo per cui credo fermamente che tutti i diabetici dovrebbero avere accesso ai sensori, CGM o FGM che siano. Sarebbe troppo costoso? No, perché si spenderebbero più soldi per i sensori, ma molti meno per le cure ed i trattamenti delle complicanze da diabete, con conseguente maggiore dignità e qualità della vita dei pazienti.

La seconda considerazione parte da una frase che riporto di nuovo, e sono sicuro che lo farò ancora in futuro, perché per me è diventata un mantra: “se non puoi misurarlo, non puoi migliorarlo”. Quel report che Clarity ci invia ogni domenica, puntuale ed inevitabile, non dovrebbe essere vissuto con angoscia. Esso non andrebbe considerato come un valutazione finale, ma come un nuovo inizio. Ogni settimana abbiamo la possibilità di migliorarci, e dimostrare alla precedente versione di noi stessi, quella di appena 7 giorni prima, che possiamo migliorare continuamente.

Nell’articolo dello scorso 14 aprile (lo trovate qui), Michela ha concluso scrivendo che la nostra alimentazione è un percorso, e che può sempre migliorare, semplicemente prendendo tutti gli spunti possibili, assimilandoli, facendoli nostri ed integrandoli con ciò che gradualmente diventa il nostro metodo personale.

Secondo me, l’idea del percorso riguarda tutta la gestione del diabete a 360 gradi, non solo l’alimentazione. Un percorso non è solo esperienza che si accumula, ma anche la volontà di fare tesoro di quell’esperienza, di ascoltare se stessi e gli altri e di avere l’umiltà per cercare sempre di migliorarsi.

Badate che i numeri che troviamo scritti su quel cruscotto sono un tesoro inestimabile! Nessuna generazione di diabetici ha avuto a disposizione tante informazioni quante ne abbiamo noi. Non farne buon uso sarebbe uno spreco colossale!

“Se non puoi misurarlo, non puoi migliorarlo” e noi, per fortuna, possiamo misurarlo!

Un pensiero riguardo “Dexcom Clarity”

  1. […] Diasend è un programma che raccoglie i dati dei glucometri o dei sensori (Dexcom nel mio caso) e crea delle statistiche e dei grafici svelando pattern e mostrando facilmente le medie glicemiche in un dato periodo. Al di là dell’uso che viene fatto in diabetologia, è molto utile anche a livello personale, per visionare l’andamento e una previsione di glicata. In realtà anche l’app di Dexcom Clarity è in grado di creare gli stessi grafici. Ce ne aveva parlato Michele qui. […]

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