La mia esperienza con il MiniMed 670G Medtronic

Mi presento: sono Francesco e ho il diabete di tipo 1 da dodici anni. In tutti questi anni di convivenza con la mia malattia ho seguito la terapia insulinica multi iniettiva con Tresiba e Fiasp. Da Dicembre 2019 però ho scelto di intraprendere il percorso con il microinfusore. Oggi vi parlerò della mia pompa di insulina, il Minimed 670G che utilizzo con l’insulina Fiasp, e di tutto ciò che ha migliorato nel mio approccio alla malattia. Proverò a spiegarvi personalmente ciò che ho trovato di positivo e negativo, partendo da un piccolo accenno al dispositivo, i suoi componenti e i suoi accessori fino alle mie personali opinioni.

Il Minimed 670G si compone di una clip, uno scomparto per la batteria e uno per il serbatoio. Ha un piccolo schermo a colori e 7 tasti. Si presenta compatto e leggero. Il set di infusion Mio Advance ed è composto dal dispositivo di inserzione, dal catetere e dal serbatoio, che per la Medtronic si chiama reservoir.

Il reservoir è composto da tre parti. Alla base è avvitato uno stantuffo e sopra il serbatoio (dotato di linee di misurazione per la quantità di insulina) troviamo un dispositivo di trasferimento per collegarlo alla provetta di insulina. Dopo aver lubrificato il serbatoio prelevando e espellendo un paio di volte l’aria possiamo collegare la cannula alla penna o alla fiala di insulina e lentamente riempirlo. Ovviamente le bolle potranno essere tolte durante questo procedimento; dopo aver terminato questa prima operazione andrà svitato lo stantuffo e tolta la cannula di collegamento. Al suo posto collegheremo il catetere. La peculiarità del catetere Medtronic è la sua composizione: è infatti dotato di un’altra cannula come rivestimento, che ne previene il blocco e la rottura.

Appena terminato questo primo passaggio, dopo aver sbloccato il micro entriamo nel menù e cerchiamo la voce opzioni. Nella nuova schermata ci sono varie voci, quella che ci interessa è serbatoio e catatere nella quale scegliamo Nuovo Serbatoio. Qui ci verranno presentate varie schermate che seguiranno tutto il procedimento con delle specifiche direttive rendendo ancora più semplice la preparazione e l’assemblaggio.

Il dispositivo di inserzione è composto da pulsante superiore, una sicura e già precaricata all’interno troviamo la cannula. Nel corpo del dispositivo vi sono delle frecce in rilievo per potersi orientare facilmente sulla posizione della cannula nel sito scelto.

Per utilizzarlo bastano pochi passaggi: bisogna togliere la copertura dell’adesivo, la sicura e dopo averlo posizionato nella pelle nel sito prescelto basta premere il pulsante che attiverà le molle. Io lo utilizzo sulla pancia e sulla parte alta del gluteo: non è fastidioso ed è facile da inserire. Appena inserita la cannula massaggeremo la parte dell’adesivo per farlo aderire bene al sito e potremo controllare la riuscita dell’operazione grazie a una piccola finestra trasparente sulla cannula.

Come per tutti i microinfusori, all’inizio bisogna impostare i valori di basale e i rapporti insulina-carboidrati. E’ possibile anche inserire una basale temporanea in caso di febbre o per quando faccio sport.

Il sensore Guardian

Il microinfusore può essere utilizzato insieme al Guardian Sensor, il sensore proprietario della Medtronic che consente il monitoraggio continuo della glicemia. Ma sapete come funziona un sensore CGM? In poche parole, converte in segnali elettrici la concentrazione di glucosio nel fluido interstiziale sottocunaeo.

Il Guardian si presenta con vari componenti: il trasmettitore (accompagnato da una base di ricarica a batterie), il dispositivo di inserzione e il sensore vero e proprio. Con pochi semplici passaggi il sensore potra essere inserito nel dispositivo per poi essere applicato nel sito.

Completate queste operazioni si potrà applicare il primo cerotto e dopo aver inserito il trasmettitore carico e già collegato al Minimed si potrà applicare il secondo cerotto che renderà tutto molto più stabile e sicuro. Solitamente metto il sensore nel braccio, con varie contorsioni prima di riuscire ad applicarlo correttamente.

Grazie al Guardian il microinfusore Minimed può essere utilizzato al suo massimo potenziale: nello schermo compare infatti un grafico con il continuo monitoraggio della glicemia e delle previsioni sull’aumento o discesa della glicemia. Il sensore manda anche degli avvisi per poter gestire al meglio eventuali glicemie alte o basse.

Come ultima funzione vi spiegherò in breve la modalità automatica Smart Guard, che combina la tecnologia del sensore con il microinfusore: essa permette la gestione automatica dell’erogazione dell’insulina basale. Inserendo pochi e semplici dati il microinfusore utilizza un algoritmo per prevenire picchi di iperglicemia e ipoglicemie. Questa modalità nasce principalmente per migliorare i livelli della glicata e aiuta a tenere in equilibrio i valori.

Per calibrare i valori utilizzo il Contour Next, glucometro collegato al Guardian, con il quale si sincronizza automaticamente.

La mia esperienza

La mia esperienza personale con il Minimed è iniziata da poco, ma in tutti questi mesi di utilizzo ho trovato un sacco di pro sia per quanto riguarda il dispositivo sia per quanto riguarda la gestione della terapia. Ho percepito un cambiamento di qualità nella mia vita di tutti i giorni partendo dall’eliminazione quasi totale (se non per glicemie molto alte) delle punture.

La cannula del sito di iniezione è in tephlon e non si sente nessun tipo di fastidio, soprattutto durante le ore di sonno: si può dormire tranquillamente a pancia in giù senza la paura di bloccare il flusso di insulina. Per una semplice doccia basta togliere dalla cannula il catetere e chiuderlo con il tappo (la sicura del set di infusione Mio Advance). Il sensore è già protetto dall’acqua dal trasmettitore.

Oltre a questi lati per me del tutto positivi riesco a avere una gestione della glicemia con pochi controlli di calibrazione e con una giusta conta dei carboidrati. Ovviamente tutto ciò non tralascia gli accorgimenti importanti per la corretta gestione del diabete, come una buona alimentazione e lo sport.

Arriviamo ai contro: ben poche cose mi hanno fatto storcere il naso e nessuna dal punto di vista del funzionamento. Principalmente trovo scomodo l’utilizzo di una batteria AA per il Minimed, senza nessuna possibilità di avere metodi di ricarica differenti. Lo stesso problema si presenta nella base ricaricabile del trasmettitore Guardian, che richiede anch’essa batterie e non c’è possibilità di ricarica tramite usb o cavetto.

Per concludere vorrei lasciarvi una nota su come il Minimed e il Guardian hanno influito e modificato le mie abitudini e la mia tranquillità negli ambienti pubblici e sul lavoro. Essendo un musicista molte giornate le trascorro fuori casa spostandomi spesso e non poche volte ho riscontrato difficoltà nella gestione del diabete con le penne: il dover fare l’insulina basale nei bagni di un locale, cercare un posto decente per controllare la glicemia… tutte cose che mi hanno spesso creato non poche difficoltà “logistiche”.

Con il microinfusore mi sento molto più sicuro. Semplicemente calibrando il sensore prima di uscire posso avere la certezza di erogare l’insulina in maniera corretta e igenica con pochi click sul dispositivo.

Indubbiamente questa nuova terapia ha cambiato molte delle mie abitudini e ha migliorato tanto le mie glicemie. Ha migliorato anche il mio approccio verso il diabete. Per molti anni ho avuto paura del microinfusore. Mi chiedevo: “ma come faccio a dormire con la cannula?” oppure “ma il catetere non rischia di strapparsi?”. Le risposte le ho trovate provandolo e sono convinto di poter ancora migliorare la mia gestione grazie a questo sistema.

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