Vivere da sola… col microinfusore!

Quando ho deciso di mettere il microinfusore e ho iniziato a curiosare tra i tanti siti, ho notato che una delle domande più frequenti veniva dalle persone che vivono lontane dalla famiglia. Il microinfusore è sicuro per gli spiriti indipendenti che vivono da soli?

Questa paura non è infondata: in passato ci sono state diverse notizie di microinfusori difettosi che hanno causato ipo gravi, portando a conseguenze molto serie per coloro che li indossavano. Il momento più spaventoso è sicuramente la notte: le variabili possono essere tante, possiamo non sentire gli allarmi, non renderci conto delle ipo, e di conseguenza è facile farci prendere dal panico.

Sono proprio le ipoglicemie ciò che ci spaventa di più: per questo è necessario, che viviate da soli o con la vostra famiglia, educare tutti sull’uso del glucagone, in caso di perdita di coscienza.

Prima di tutto, sappiate che i microinfusori di nuova generazione hanno degli algoritmi che permettono loro di sospendere la basale prima e durante le ipoglicemie. I malfunzionamenti sono rari, ma non per questo dobbiamo disabituarci ad ascoltare il nostro corpo e i segnali che ci manda.

Lasciando da parte complicanze estreme, ho pensato di scrivere questa mini guida, rivolta a tutti coloro che vorrebbero andare a vivere da soli e pensano di non potercela fare per via del diabete o del microinfusore: da un mese infatti vivo da sola, in una città che oscilla tra la zona rossa e la zona arancione. Una situazione per niente simpatica!

Vi lascio qui cinque consigli che mi permettono di affrontare in serenità qualsiasi imprevisto

“Collaudare” al meglio i rapporti e le impostazioni del microinfusore

Questo primo punto dovrebbe essere fatto da chiunque indossi un microinfusore, ma il consiglio vale ancora di più per coloro che vivono da soli. È essenziale saper mettere le mani sui rapporti, capire quando c’è qualcosa che non va ed eventualmente aggiustare il tiro: per questo uno step fondamentale è collaudare, settare e controllare periodicamente le impostazioni e i rapporti inseriti nel microinfusore.

Questi rapporti variano da persona a persona, e addirittura sono variabili anche a seconda dell’ora del giorno e del periodo dell’anno. Se viviamo da soli, è fondamentale aver inserito tutto alla perfezione: questo ci permetterà di evitare le ipoglicemie, ma soprattutto di non avere sempre in testa il pensiero del diabete!

Se hai la fortuna di avere un familiare tecnologico, alcuni sensori come il Dexcom hanno la funzione “follow”: un altro telefono può “seguire” il tuo andamento glicemico e ricevere allarmi in caso di ipoglicemia grave.

Non aver paura degli allarmi

Soprattutto la notte: gli allarmi ci salvano la vita. Se hai la fortuna di avere un sensore collegato al micro, oppure un Freestyle Libre 2, sei già avvantaggiato. Se la notte hai spesso delle ipoglicemie, torna al punto 1: probabilmente c’è qualche problema nelle impostazioni del tuo microinfusore.
Se invece hai paura di un’eventuale ipoglicemia perché hai mangiato qualcosa di diverso, o perché il grafico del tuo sensore ti sta mandando segnali contrastanti… inserisci tutti gli allarmi possibili. Soprattutto durante la notte.

Nella maggior parte dei sensori è possibile decidere il range oltre il quale vogliamo essere avvisati. Se solitamente il tuo è 70mg/dl ma hai paura, puoi mettere anche 80-90mg/dl: così saprai se la tua glicemia sta scendendo al di sotto di un valore nel quale non ti senti sicuro di continuare a dormire.

In più, se ti capita di non sentire gli allarmi… alza il volume. Cambia anche il suono che l’allarme fa di solito, in modo da non sentire sempre la stessa cosa (anche perché ho scoperto che il mio cervello si abitua facilmente… sono solo io?). Un’altra tecnica sperimentata dal nostro Michele è quella di mettere il telefono a distanza dal letto, in modo da doversi alzare per forza quando deve spegnere l’allarme. Approvato.

Previeni piuttosto che correggere

Da quando vivo da sola sono sempre sul chi va là per le ipoglicemie, soprattutto quelle serali. Anziché aspettare e “vedere cosa succede”, quando nel mio microinfusore vedo un 90↘️, prendo subito precauzioni, mangiando qualcosina: un pezzo di frutto, un cracker. Preferisco che la mia glicemia salga di poco o si stabilizzi piuttosto che dover correggere qualche ora dopo una ipoglicemia “imprevista”.

Anche quando devo fare attività fisica o camminare, soprattutto nei momenti in cui ho ancora insulina a bordo, cerco sempre di prevenire mangiando qualcosa subito prima: un frutto, un dattero. Qualsiasi cosa, pur di prevenire. Ma soprattutto un dattero, perché non c’è niente di più buono in questo periodo dell’anno.

Molto importante per prevenire delle iper costanti è invece… ricordarci di fare l’insulina. Saltare iniezioni infatti può essere molto pericoloso, anche se le conseguenze possono non essere immediate come per le ipoglicemie. Anche in questo caso, meglio prevernire piuttosto che affrontare un 300mg/dl che non scende più, o ancora peggio i maledetti chetoni!

Tieni sempre a portata di mano le caramelle

In casa mia ci sono caramelle ovunque: in cucina, nascoste nella libreria, in un vasetto sotto la televisione, nel cassetto del bagno, nel mio comodino. Per non contare quelle sparse nella mia borsa e nelle tasche dei cappotti.

Avere a portata di mano le caramelle o ciò con cui preferisci correggere le ipo (succhi di frutta, bibite zuccherate, dolcetti di vario tipo)… ti permette di non alzarti dal letto. Una delle cose che odio di più. In più, soprattutto in caso di ipo gravi, è meglio non muoversi troppo, non fare le scale mille volte e rischiare di far scendere ancora di più la glicemia.

Non farti prendere dal panico

Non farti prendere dal panico: you got this. Soprattutto se sei a casa, hai tutto ciò che ti serve per sopravvivere e far fronte a qualsiasi necessità.

Se ti trovi a dover affrontare una iper che non scende, ricordati di non ricorrere a quello che in gergo i diabetici chiamano ragebolus: una grossa dose di insulina iniettata più per rabbia che per ragionamento. Di fronte a una iper è sempre meglio aspettare. Fai un respiro profondo! Controlla il sito del microinfusore, cambialo se senti dolore o se sospetti si possa essere piegata la cannula.

Se sei di fronte a una ipo, preparati. Fai sempre un check con il glucometro capillare, assumi zuccheri in base alla tua glicemia e, quando è tornata stabile, mangia qualche carboidrato complesso. Se la glicemia dopo 10-15 minuti non sale, assumi altri zuccheri.

Se ti trovi in una situazione di pericolo, non esitare e chiama sempre i soccorsi. Può sembrare sciocco, è normale vergognarsi, ma la tua salute deve sempre venire prima di qualsiasi pudore.

L’autrice prima e dopo un’ipoglicemia.

Un pensiero riguardo “Vivere da sola… col microinfusore!”

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