Control IQ: aggiornare o non aggiornare?

La mia esperienza breve ma intensa con la modalità automatica di Tandem T:Slim X2

Qualche settimana fa, oltre che essere il mio diaversario, ho festeggiato i due anni con il microinfusore Tandem T:Slim X2. In questi due anni la mia salute mentale e la gestione del diabete sono migliorate tantissimo, complice soprattutto il fatto che il microinfusore mi permette di avere una gestione flessibile delle giornate: pasti improvvisati e soprattutto mai più iniezioni di insulina in mezzo alla strada o in un tavolino di bar di fronte a un prosecco.

Negli ultimi mesi però ho iniziato a pensare al nuovo algoritmo – che in realtà è uscito da un po’ di tempo. Avevo deciso di rimandare l’upgrade proprio perché non ne ho mai sentito il bisogno: le glicate rimanevano buone anche con Basal IQ, e quindi non sentivo la necessità di provare qualcosa di nuovo.
Però sono anche una persona molto curiosa… e così dopo le ennesime feste Natalizie, ho deciso di aggiornare e provare l’ormai famoso Control IQ.

Abbiamo spiegato le differenze tra Basal IQ e Control IQ in un vecchio post che potete trovare qui. Senza dilungarci troppo anche qui, sappiate che mentre Basal IQ ha un sistema predittivo che sospende l’insulina in caso di glicemie basse, Control IQ integra questo sistema di sospensione con un secondo sistema predittivo che eroga dei boli e aumenta la basale in caso di iperglicemie.

Questo è il cambiamento più grosso, accompagnato anche da una serie di altri cambiamenti apparentemente più piccoli: scompare la possibilità di regolare la basale temporanea (perché in teoria fa tutto lui da solo), vengono aggiunte le modalità Sonno (mantenimento di glicemia tra i 100 e i 120mg/dl) ed Esercizio (mantenimento di glicemia tra i 140 e i 160mg/dl).

Il sistema è pensato per lavorare in autonomia e in modo completamente automatico, e non farci pensare alle correzioni o ai vari calcoli da fare in questi casi, eccetto per la conta dei carboidrati a pasto. Gli unici dati richiesti dopo l’aggiornamento sono il peso e il numero totale di unità di insulina giornaliera (boli+basale).

Qualche premessa

Anche se non amo particolarmente parlare della mia situazione di partenza, penso sia necessario fare un paio di premesse. Come al solito, ricordatevi che la situazione di ciascuno è diversa, la gestione varia da persona a persona e non è il caso di fare paragoni tra diabetici: per favore tenetelo a mente mentre leggete questa parte.

Come ho detto prima, la mia situazione di partenza era piuttosto buona anche con Basal IQ. Non ho particolari problemi di glicemie alte, e con il microinfusore ho risolto le glicemie basse inaspettate che avevo quando usavo le penne. Raramente nella quotidianità ho glicemie superiori ai 200mg/dl e quando succede non sono mai persistenti.

Non penso mai al microinfusore e ormai certe azioni sono per me automatiche: per esempio aumentare la basale temporanea prima del ciclo o calcolare le correzioni.

Sono anche stata abbastanza fortunata perché con la diabetologia che mi seguiva al tempo siamo riusciti a trovare sin dalle prime settimane i rapporti perfetti e le basali orarie giuste per me. Una delle cose che voglio sottolineare qui, e ci torneremo dopo, è il fatto che Basal IQ mi permetteva di rimanere stabile tra gli 80 e i 110mg/dl durante tutta la notte: questo secondo me è uno dei fattori che contribuiscono maggiormente a valori come la glicata e il time in range. Torneremo a parlare della notte tra poco.

La modalità automatica non è per tutti: che cosa è andato storto nel mio caso

Come ho detto prima, l’aggiornamento di Control IQ prevede l’inserimento di due dati: peso e unità totali di insulina giornaliera. Prevede anche un po’ di pazienza, perché ovviamente essendo una modalità automatica ha bisogno di calibrarsi e di aggiustarsi durante il primo periodo di utilizzo.

I primi due-tre giorni l’algoritmo ha funzionato alla perfezione, principalmente sospendendo l’erogazione ma ogni tanto facendo anche qualche microbolo (con valori, per esempio, superiori al 160mg/dl). Le mie glicemie, di base, erano un po’ superiori al solito: tra i 130 e i 150mg/dl. Per giorni non ho mai visto una glicemia inferiore ai 120mg/dl, ma questo per me non rappresenta un problema in sè, soprattutto se l’algoritmo è in grado di mantenermi su questi valori stabili.
I problemi sono iniziati al terzo giorno di utilizzo, quando mi sono ritrovata nel cuore della notte a 220mg/dl: ControlIQ aveva sospeso l’erogazione per un’ora abbondante, quando inizialmente la mia glicemia era intorno ai 127mg/dl. Il giorno successivo ho avuto a colazione, pranzo e cena dei picchi di 300mg/dl. Le notti successive, con o senza modalità sonno, la mia glicemia schizzava sopra i 200mg/dl e Control IQ si trovava costretto a rimediare al suo stesso disastro con dei microboli che mi riportavano, al massimo, sui 180mg/dl.

Il risultato di questo casino è stato che, per ritornare a vedere valori normali, ho iniziato a spegnere Control IQ ogni volta che la modalità predittiva presente nel mio cervello sentiva un 300 in arrivo. Il problema però è che questo, per me, è un qualcosa in più da ricordare: unito al doversi ricordare di mettere la Modalità Esercizio (ogni! singola! volta! che! esco! a! camminare!!!!!) e alle bestemmie per le glicemie impazzite, Control IQ ha iniziato presto a trasformarsi in quel dannato carico mentale che in questi due anni di microinfusore ero riuscita a evitare.

Un’altra cosa alla quale non sono riuscita ad abituarmi è il nuovo bolo esteso. Con Basal IQ è possibile impostare il bolo esteso per quante ore si voglia, siano esse 2, 4, 5. Con Control IQ non è più possibile farlo: il bolo esteso dura massimo 2 ore, e al resto dovrebbe pensarci l’algoritmo. Dovrebbe. Ho mangiato tre volte la pizza con Control IQ. La prima volta non mi sono fidata e ho fatto due boli estesi da due ore in successione, e la glicemia è andata bene. La seconda volta ho dimenticato di fare il secondo bolo esteso e l’algoritmo non è riuscito a stare dietro alle glicemie che si alzavano sempre di più: ho passato la notte a 200mg/dl. La terza volta non mi sono resa conto che mentre surfavo sui 110mg/dl è entrato in sospensione, e dopo 1 ora mi sono ritrovata a 260mg/dl con Control IQ che cercava di correggere con ridicoli boli da 0.1u.

Riassumendo, dunque, direi che il sistema per me non ha funzionato soprattutto per il modo in cui è stato concepito: questo è anche comprensibile, nel senso che ovviamente si tratta di una soluzione che funziona per la maggior parte delle persone, ma non può funzionare per tutti. In queste settimane di utilizzo ho visto un peggioramento sulla glicata stimata di Dexcom, un peggioramento del 20% del Time in Range e in generale un peggioramento della mia salute mentale. In secondo luogo, direi che non ha funzionato per il modo in cui sono fatta io: non avendo particolari problemi ed essendo abituata a una gestione attiva delle glicemie, ho fatto una fatica immensa con Control IQ, che invece prevede molta meno gestione da parte del diabetico.

Secondo me, l’algoritmo funziona se…

Secondo me, per molte persone, questo algoritmo è perfetto. Per coloro che hanno picchi inaspettati o la tendenza a ipoglicemie, sicuramente Control IQ aiuta a mantenere un buon controllo senza pensarci troppo: fa tutto da solo. La Modalità Esercizio e la Modalità Sonno richiedono un po’ di abitudine, ma se ad esempio soffrite in entrambi i casi di ipoglicemie, entrambe saranno perfette.

L’erogazione di microboli e l’aumento della basale permette in generale di non avere iperglicemie persistenti, e anche questo è positivo. Venendo da 2 anni di Basal IQ, ed essendo abituata a gestire pasti complessi con i boli estesi, il fatto di non poterlo più fare è stata per me una tragedia: però sappiate che si può fare spegnendo manualmente Control IQ.

Se non avete un metodo collaudato prima, probabilmente sarà più facile abituarsi. anche mentalmente, alle azioni da fare con Control IQ. Il successo di Control IQ dipende anche dal vostro modo di gestire la malattia: se siete abituati a una gestione totalmente attiva, lasciarvi andare ai misteriosi calcoli del microinfusore può essere molto difficile. E può essere difficile anche abituarsi ai suoi valori e ai suoi range, che certamente saranno diversi da quelli ai quali siete abituati.

Insomma, per me non ha funzionato, ma questa è solo la conferma che non esistono soluzioni per tutti: spetta a noi trovare quella che faccia di più al caso nostro. Per la gestione del diabete, ma anche per la nostra salute mentale. Per quanto mi riguarda, ho scoperto che la modalità automatica proprio non fa per me. 🙂

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