Cosa sapere del diabete di tipo 1 – facile facile

Simpaticamente detto: DIABETES FOR DUMMIES

L’idea di questo articolo è nata un po’ per caso:  ero in ufficio e raccontavo di quel (poco) simpatico episodio di ipo vissuto a Madrid (articolo per chi se lo fosse perso qui ) alla mia collega Giorgia e, dopo dieci minuti di me che l’ammorbavo a parlare di ipo, sensore, glicemie e sfighe varie, ho realizzato che la persona che avevo davanti probabilmente non aveva capito una mazza di nulla del mio racconto. 

E ci mancherebbe pure: chi non ha la fortuna di vivere con noi, chi non prova l’ebbrezza di essere svegliato in piena notte dal simpatico suono del nostro sensore, chi non ci vede ogni giorno farci lavagne di calcoli mentali prima di decidere come stimare il pasto che stiamo per trangugiare, difficilmente potrà proprio capire tutto del nostro quotidiano.

Perché quindi non fare un piccolo bignami di tutto ciò che dobbiamo tenere a mente nelle nostre vite, ogni giorno, in qualsiasi situazione, senza mai un momento di pausa?

Et voilà, di seguito quanto di utile per chi è agli inizi/ per amici e colleghi/ per chiunque voglia capire qualcosa dei discorsi di noi persone con pancreas poco collaborativo:

GLICEMIA: valore di glucosio circolante nel sangue. Ciò di cui più siamo ossessionati. Se vi trovate in mezzo a dei diabetici, con molta probabilità sentirete pronunciare il “Oh quanto hai di glicemia?” o anche “miii oggi la glicemia non sta su” “no grazie il gelato ora no, sai la glicemia”…. Non siamo matti, giuro, è solo tutta questione di glicemia. Per chi non soffre di diabete deve stare tra gli 80 mg/dL ed i 105mg/dL a digiuno, ammessa fino ai 140 mg/dL post pranzo. Per un diabetico un range ideale va dagli 80 ai 180 mg/dL circa, in base ai momenti della giornata. 


INSULINA: il nettare degli Dei (no dai, vabbè); ormone che permette allo zucchero circolante nel nostro sangue (misurato come GLICEMIA) di entrare all’interno delle nostre cellule (TUTTE, SI) e farci letteralmente funzionare. Immaginatevela come una piccola chiave, necessaria 24/7, altrimenti il vostro corpo non funziona. In alcuni casi questa chiave non apre più bene le vostre porticine (diabete tipo 2, come vostra nonna/prozia), in altri casi non viene proprio più prodotta (diabete tipo 1) e dovete introdurla dall’esterno. 

GLICATA:  media della glicemia degli ultimi 3 mesi. Espressa in percentuale o mmol/dL, fino a qualche anno fa unico parametro per indire il Bravo Diabetico, sul podio se era sotto i 6. Ora per fortuna si è capito che conta quello che conta, e per fortuna. Valori giudicati buoni dal 6.5 in giù, ma attenzione, essendo una media, non da alcuna indicazione su quale sia la variabilità glicemica. 

BOLO: Non so perché la prima volta che ho sentito nominare ho riso di gusto. Credo sia una parola proprio buffa. Indica, a parole spicce, la somministrazione di insulina che si fa prima del pasto. 

SENSORE: quei simpatici bottoncini che ci vedete portare con fierezza e disinvoltura. No, non sono allarmi anticendio. No, non sono anticoncezionali tecnologici. No, non sono piercing particolari. No, non è un cerotto per smettere di fumare. E’ un dispositivo che monitora (di continuo o a seguito di imput da parte nostra) i livelli di glucosio nel sangue, aiutandoci quindi a gestire meglio la nostra malattia. Alcuni suonano, addirittura. E si, quegli allarmi potrebbero essere alle volte fastidiosi, soprattutto di notte, o durante una riunione di lavoro. Siate clementi e non sbuffate e non chiedeteci di spegnerli: per noi sono fondamentali e di enorme aiuto. E, comunque, danno fastidio soprattutto a noi. 

BASALE: se voi/i  vostri amici DT1 usano le penne, l’insulina basale è un’insulina di tipo diverso rispetto quella fatta prima del pasto. Se si usa il microinfusore è la stessa, ma il principio è lo stesso, ovvero è l’insulina che durante la giornata mantiene i valori di glicemia nel range corretto. Lasciate al vostro medico il compito di dirvi quanta farne e come dosarla, che non vi vogliamo sapere a digiuno ad improvvisarvi scienziati pazzi con numerazioni e formule a tentare di calcolare la basale perfetta. 

SCARICO DEI DATI: ecco che si va più sul difficile. Scaricare i dati, in gergo, indica l’atto di salvare nel cloud i dati riferiti alle glicemie registrate dal sensore e/o del registro di insulina erogata dal microinfusore in un prestabilito periodo di tempo. Fatelo SEMPRE prima di andare in visita dal vostro Diabetologo se non volete far incazzare lui e tutto il team di infermiere. E’ l’unico modo che hanno i vostri Sanitari di capire per quale motivo possiate avere glicemie strane e aiutarvi a gestire rapporti e basale. Qui non si mente, mica come quando nel 2004 dovevate compilare il diario con valori totalmente a caso, la sera prima. 

IPO: ipoglicemia, ovvero glicemia sotto i 60mg/dL. Unica soluzione: 15G DI ZUCCHERO. Easy, no?

IPER: iperglicemia, ovvero un innalzamento di glicemia. Valori di iperglicemia si possono considerare quando superiore di >uguale 180mg/dL. Qui le soluzioni sono dipendenti da quando avete fatto l’ultimo bolo e, quindi, dal fatto che ci sia insulina in circolo. Se ce n’è, si aspetta, e magari si balla l’ultima hit di Elettra Lamborghini (sempre non sia superiore ai 250 mg/dL, ma non ne parliamo ora). Se non si ha insulina in circolo, si calcola il fabbisogno in base al valore di glicemia e al proprio fattore di correzione. Che è? Leggi sotto.

FATTORE CORREZIONE: di quanto 1 unità di insulina abbassa la glicemia di un diabetico di tipo 1. Spoiler: siamo tutti diversi, di quanto abbassa ME un’unità sicuro non abbasserà Pierino.  Spoiler 2: non sempre per lo stesso diabetico un’unità di insulina abbassa dello stello valore: per me, ad esempio, un’unità di insulina la mattina abbassa di molto meno rispetto alla sera. Quindi niente regà, una laurea in matematica e forse riuscite a gestire tutto

SITO: punto in cui viene fatta l’iniezione di insulina o applicato il microinfusore. Buona norma è quella di cambiare sito ad ogni iniezione/cambio microinfusore, per evitare ristagni di nettare degli Dei e, quindi, poco simpatici bozzi sotto pelle/problemi di assorbimento. Ogni diabetico dovrebbe ricevere quella simpatica ruota della fortuna a forma di corpo umano con indicati tutti i diversi siti tra cui ruotare. Se non la avete ricevuta, chiedetela al  vostro Diabetologo.

LIPODISTROFIA: quei simpatici bozzi di cui sopra. Si evitano tramite un’accurata rotazione dei siti, con tanti bei massaggi e cura della pelle. In commercio esistono delle creme che aiutano e prevengono, se usate con costanza. 

CHO: Carboidrati.  Quelle cose meravigliose nascoste dentro pane, pasta, pizza, biscotti, torte, crackers, fette biscottate, frutta, dolci. E si, possiamo mangiarli. Dobbiamo mangiarli, come tutti voi. 

CONTA: se vi dovessero mai chiedere “Ma tu fai la conta?” non si riferiscono a nascondino, ma alla conta dei carboidrati. Utile strumento per aiutarci a gestire quotidianamente ciò che mangiamo. Stimando infatti la quantità di carboidrati contenuta nella pietanza che stiamo per mangiare (che sia un pranzo intero o un piccolo snack), e conoscendo il nostro RAPPORTO INSULINA/CARBOIDRATI (toh, con questa due in uno), sarà più facile la gestione della terapia e ipo/iper post prandiali diminuiranno rispetto alla vecchia e cara “insulina a sentimento” prima del pasto. 

TIR: la prima volta che ho sentito parlare di TIR un po’ ci son rimasta. Io guido una yaris, che c’entra il tir? E no, niente, non c’entra un cavolo. TIR, in diabetichese, sta per TIME IN RANGE, ovvero la percentuale di tempo in cui la nostra glicemia resta entro livelli ottimali, ovvero 80-180 mg/dL. Parametro relativamente nuovo, misurabile grazie ai dati rilevati dal sensore. A differenza della vecchia e cara emoglobina glicata, che fornisce un valore MEDIO del glucosio nel sangue negli ultimi tre mesi,  il TIR ci dice per quanto tempo, sostanzialmente, stiamo entro valori di glicemia che ci fanno stare bene. L’obiettivo sarebbe stare almeno sopra i 70% di tempo in range, puntando ad abbassare sempre più la percentuale di tempo sotto e sopra. 

Che altre “strane” ed incomprensibili parole avete sentito dire ai vostri amici diabetici o in reparto, di cui vorreste chiarimenti?

Fateci sapere le vostre curiosità e perplessità e, se vi va, date un occhio qui sotto tra le referenze che vi lasciamo per approfondire alcuni degli argomenti trattati in questo articolo.

Reference – ovvero: cosa potete leggere se vi interessa quanto scritto sopra:

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